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LA NOSTRA STORIA

La cooperativa Uguaglianza, importante e conosciuta realtà nella vita padernese, sta avvicinandosi rapidamente al suo primo secolo di vita e può ritenersi, a buon diritto, parte integrante della storia del nostro Comune.
Sorta infatti all’inizio del secolo scorso è passata e sopravvissuta attraverso anni particolarmente difficili, caratterizzati da un tessuto sociale in prepotente movimento, portatore di nuove istanze e bisogni sempre crescenti.
Il giorno 27 novembre 1920, sette soci in rappresentanza di circa 70 soci fondatori, si presentano davanti al notaio monzese Antonio Mascheroni che redige l’atto costitutivo della Cooperativa Uguaglianza.
Nel documento, redatto in bella grafia, non solo si fa menzione della società, ma anche degli obblighi, dei diritti e dei doveri dei soci; di fatto avviene la stesura dello Statuto dell’Uguaglianza.
Patrimonio sociale iniziale alquanto esiguo; i depositi dei soci fondatori, una modesta casa a ridosso del fiume Seveso con annesso fienile.
Questa sarà la prima sede della Cooperativa Uguaglianza, e lo è ancora oggi.
A quei tempi la difficile condizione sociale dovuta sia al contesto storico, che alla precaria situazione economica italiana post-bellica, non incoraggiava certo i diffidenti contadini padernesi ad affidare i loro pochi risparmi alla cooperativa.
Nei primi anni il Consiglio d’Amministrazione spende tutte le energie nell’organizzazione della giovane società, e grazie anche a qualche modesto prestito, si prodiga nella sistemazione e ampliamento dell’unica casa di Via Seveso (Rotondi 93).
Ma sono gli anni tra il 1930 e l’inizio della seconda guerra mondiale che vedono la Cooperativa maggiormente impegnata per l’edificazione di una nuova casa in via Cadorna (Cà bela).
L’onere finanziario risulta essere alquanto gravoso, per far fronte al quale non bastano le quote portate dai nuovi soci.
La Cooperativa per evitare un mutuo bancario si appella ancora una volta alla generosità dei vecchi soci, e grazie anche all’istituzione di depositi vincolati con interesse anticipato del 5.50%, si riesce a superare questo difficile momento.
Finita la guerra, l’Italia si rimette in marcia, e anche in Cooperativa si ricomincia ad aver fiducia nel futuro.
Tuttavia i primi anni dopo la fine del conflitto, segnano un vertiginoso aumento del costo della vita, e di conseguenza anche le spese di gestione crescono a dismisura.
I prezzi non più contenibili schiacciano in quegli anni i bilanci della Società che rischia il tracollo.
Eppure è proprio in quel periodo che la Cooperativa, sollecitata anche da un sempre crescente numero di adesioni (e di richieste di alloggi), affronta con coraggio e decisone la situazione svolgendo appieno il proprio ruolo sociale e statutario.
Infatti in un solo decennio 1950 / 1960 vengono realizzati ben 5 nuovi edifici (Buozzi 46/48 – Cadorna 13/¹ – Rotondi 46/52 – Cadorna 13/² – Cadorna 13/T) per un totale di 185 appartamenti disponibili, a soddisfazione del considerevole bisogno abitativo Padernese in quegli anni di impetuosa esplosione demografica.
Gli anni seguenti seppur caratterizzati da una situazione economica dubbia e con un’inflazione a 2 cifre, trovano comunque una Cooperativa solida e matura ancora capace di credere e investire nei propri ideali.
In pochi anni 1964 – 1972 altri 4 immobili (Lamarmora 19 A / B / C / D) vanno ad arricchire il patrimonio immobiliare della Cooperativa ed incrementare l’offerta abitativa, arrivando anche a soddisfare le richieste di appartamenti con più ampia superficie (70 ÷ 80) mq.
Successivamente la Cooperativa, sfruttando le acquisite capacità organizzative ed economico-finanziarie, sperimenta con successo la nuova via della proprietà “divisa” riuscendo ad offrire ai propri soci alloggi in vendita a prezzi davvero convenienti.
Negli ultimi anni del secolo si attua un’ulteriore espansione e consolidamento della Società con la realizzazione di 2 nuove costruzioni (Lamarmora 19 E – Tobagi).
Costantemente la Cooperativa si è dovuta impegnare in numerosi ed importanti interventi di ristrutturazione per mantenere efficiente il patrimonio immobiliare e per garantire una decorosa qualità di vita; tuttavia è proprio in quest’ultimo periodo che la Società si vede particolarmente impegnata in un contesto di riqualificazione, ammodernamento e messa a norma di tutti gli immobili, nell’intento di promuovere, migliorare e rafforzare ciò che i nostri padri fondatori hanno volenterosamente e faticosamente iniziato.

Atto costitutivo della nostra Cooperativa del 1920
Atto costitutivo della nostra Cooperativa del 1920

A COSA SERVE UNA COOPERATIVA

COOPERARE:
Lavorare assieme per conseguire un’obiettivo altrimenti impossibile da realizzare con le sole proprie forze.
Nel nostro tessuto sociale, le cooperative sono una realtà ormai ben radicata da diversi anni e operante nei più svariati settori.
Le cooperative sono basate sui valori dell’autosufficienza, dell’autoresoponsabilità, della democrazia, dell’uguaglianza, dell’equità e solidarietà. Secondo le tradizioni dei propri padri fondatori, i soci delle cooperative credono nei valori etici dell’onestà, della trasparenza, della responsabilità sociale e dell’attenzione verso gli altri.
Le cooperative han dato voce, capacità finanziaria e organizzativa a tante iniziative anche di carattere sociale, ma soprattutto hanno consentito a tante persone di decidere del proprio futuro senza più sottostare o subire l’influenza dei “poteri forti” nei diversi ambiti della vita civile.
Proprio per sottrarsi ad una egemonia economica, l’unirsi in cooperativa comporta un diverso modo di aggregazione, non ideologica ma di intenti, dove i soci concorrono per raggiungere l’obiettivo comune che porterà beneficio in egual misura a tutti.
Le cooperative edificatrici, in particolar modo quelle a proprietà INDIVISA, da anni danno un forte contributo nel risolvere le necessità abitative dei lavoratori e delle loro famiglie, specialmente per le classi meno abbienti.
Tante sono ormai le famiglie che si rivolgono alle cooperative per chiedere un alloggio in godimento poichè con il loro moderato reddito non rietrano nelle fascie per ottenere un alloggio di edilizia popolare statale, ma nemmeno riescono a far fronte alle onerose richieste di affitto che oggi il mercato propone; tantomeno nell’attuale incertezza lavorativa si è disposti ad indebitarsi per affrontare l’acquisto di un immobile.
Giornalmente purtroppo la cronaca ci mostra i drammi umani che subiscono tanti anziani pensionati colpiti dagli sfratti; costretti alla loro età ad abbandonare l’abitazione, vittime di una misera pensione e di una selvaggia speculazione.
La cooperativa non ha la bacchetta magica, ma conoscendo queste problematiche da anni, interviene sul territorio con iniziative e realizzazioni abitative mirate a soddisfare i bisogni dei più deboli e indifesi, e sicuramente utili a contrastare e calmierare un mercato immobiliare ormai impazzito.

Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno.